Due processi, una scelta che dipende quasi solo dai numeri. Ecco quando conviene l'una e quando l'altra — senza girarci intorno.
| Criterio | Stampa 3D | Stampaggio a iniezione |
|---|---|---|
| Costo iniziale | Nessuno | Alto (lo stampo) |
| Costo a pezzo | Costante | Bassissimo, sui grandi numeri |
| Numeri dove conviene | Da 1 a qualche centinaio | Migliaia / decine di migliaia |
| Personalizzazione | Ogni pezzo diverso, a costo zero | Ogni variante = un altro stampo |
| Geometria complessa | Sì, senza attrezzaggio | Limitata dallo stampo |
| Tempi primo pezzo | Giorni | Settimane (lo stampo) |
In due parole: sotto qualche centinaio di pezzi, o quando ogni pezzo è diverso, la stampa 3D vince. Sopra le decine di migliaia di pezzi identici, l'iniezione costa meno a pezzo. Se sei nel mezzo te lo diciamo noi — e se la strada giusta è l'iniezione, lo diciamo lo stesso.
Non c'è un numero fisso: dipende da dimensione del pezzo, materiale e complessità dello stampo. Come ordine di grandezza, sotto qualche centinaio di pezzi la 3D è quasi sempre più conveniente; oltre le decine di migliaia identici, l'iniezione. Nel mezzo si valuta caso per caso, e te lo diciamo onestamente.
Sì, ed è un percorso comune: la stampa 3D serve a validare forma, incastri e funzione sul pezzo vero, in giorni; una volta congelato il progetto, se i volumi lo giustificano si passa allo stampo. Così non si investe su uno stampo prima di essere sicuri.
Raccontaci il progetto, o parti dal configuratore: in due righe ti diciamo qual è la strada giusta — anche se non siamo noi.